Cerimoniale

Ore 5:00 Risveglio con i mortaretti di bronzo del 700

Ore 6:00 Il tamburo della milizia passa per le vie del paese rullando per svegliare e chiamare all’adunata i militari.

Ore 7:00 Distribuzione della tradizionale trippa ai soldati e consegna delle armi e delle sciarpe di comando. A Pontegrande la II Compagnia esegue una sfilata e due salve d’onore presso la frazione per poi salire tra i boschi verso il capoluogo per congiungersi con la I Compagnia.

Ore 8:00 L’Aiutante Maggiore, il Sergente Zappatori e il Tamburo maggiore incontrano la Compagnia proveniete da Pontegrande che si unisce alla Compagnia di Bannio in piazza Berta. L’Aiutante Maggiore passa in rassegna il battaglione appena formato e ne assume il comando. Dallo schieramento esce il Tamburo Maggiore, preceduto dal Sergente Zappatori e seguito da Furiere Maggiore. Tutti e tre salgono nelle vie del paese e vanno incontro al Premiato Corpo Musicale e al Maggiore della Milizia.

Ore 8:30 Arrivo in piazza Berta e rivista del battaglione del Maggiore a cavallo preceduto nella sua sfilata dal Tamburo Maggiore, dal Sergente Zappatori, dalla musica e dal Furiere Maggiore. Passaggio del comando del battaglione dall’Aiutante Maggiore al Maggiore che nella tradizione banniese è il deputato ai movimenti della Milizia.

Ore 9:00 Lasciata la piazza Berta, attraverso gli stretti vicoli della parte antica del paese, il battaglione compare in piazza Mons. Cocchinetti e si schiera di fronte alla Chiesa Monumentale di San Bartolomeo dove, entrano in chiesa il Sergente Zappatori, l’Alfiere e i Tenenti della Milizia, l’alfiere del Premiato Corpo Musicale a prelevare le rispettive bandiere e la lancia del Sergente Zappatori. All’uscita ricevono gli onori dal battaglione schierato sul presentat’ arm. L’ Alfiere della Milizia risponde al saluto con l’ esposizione della :Bandiera. Il Premiato Corpo Musicale intona la “tradizionale”, marcia che viene eseguita in momenti topici della festa. In questo caso è segno dell’inizio della festa vera e propria. La marcia accompagna il Battaglione che segna il passo con colpi di tacco ritmati. I soldati si schierano in testa alla piazza Cocchinetti dando le spalle alla casa parrocchiale e si preparano a ricevere lo Stato Maggiore. Il comando del Battaglione passa all’Aiutante Maggiore. Al suono del tamburo una sentinella, scortata da due militari, si apposta di fronte al Municipio mentre i due militari ritornano schierati al loro posto. Due zappatori nel frattempo si schierano a chiusura dei possibili accessi alla zona in cui è dispiegata la Milizia. La sentinella grida con tutto il fiato ” Allaaaaaarmi…!” mentre la tromba suona gli squilli di attenti ed appaiono sulla piazza il Sergente Zappatori con il Tamburo Maggiore che scortano nell’ordine: il Colonnello, il Tenente Colonnello, il Maggiore e l’Aiutante Maggiore. Chiude il gruppo il Furiere Maggiore. Gli ufficiali a cavallo avanzano con solennità e passano in rivista il battaglione mentre la musica suona l’Inno di Mameli.

Ore 9:30 Finita la rivista e rientrata nei ranghi la sentinella, il Battaglione si riporta sul sagrato della chiesa parrocchiale. Questa volta tutto il battaglione entra in chiesa per assistere alla messa militare. Durante la celebrazione eucaristica gli ufficiali comandanti e il Sergente Zappatori partecipano con l’offerta di doni, mentre all’Elevazione, il presentat’ arm irrigidisce tutti sugli attenti e il tamburo rulla i momenti significativi della cerimonia.

Ore 10:00   Conclusa la cerimonia eucaristica, i pifferi e i tamburi intonano la marcia tipica dell’entrata e uscita dalla chiesa parrocchiale e accompagnano il battaglione che si schiera di fronte sul sagrato. Un ordine secco impartisce il caricamento delle armi. Quando esce la processione che scorta il Simulacro della Beata Vergine della Neve, il battaglione riceve inginocchiato la benedizione generale. La risposta è il saluto fragoroso di una salve d’onore, mentre le campane del grande e monumentale campanile suonano a concerto. La processione con la Banda musicale, preceduta dal Tamburo Maggiore, si avvia lentamente al Santuario della Beata Vergine della Neve lungo la Via Crucis; la Milizia la precede passando da una scorciatoia per i campi cosicché, quando la processione giunge al Santuario, i militari si trovano già schierati in attesa.

Ore 11:00 S. Messa al Santuario. Nel frattempo la Milizia si concede un momento di riposo all’ordine di un “ fasc-arm”. Qui i Militari scendono in un pianoro tra i boschi, sotto il Santuario, e si rinfrescano e riposano dalle fatiche dovute principalmente alle divise, alle pesanti armi e al caldo.

Ore 12:00 Finita la funzione religiosa, mentre il Simulacro della Beata Vergine rimane custodito nel Santuario, la Milizia e la Banda musicale ritornano in paese marciando; in piazza Mons. Cocchinetti ha luogo una serie di 4 “ fuochi di parata” in onore della Madonna, del Celebrante, del Panigerista e del loro Arciprete. Ogni sparata viene alternata da una suonata, a turno, della Banda musicale e dei pifferi e tamburi. Le sparate sono comandate in ordine decrescente dagli Ufficiali a cavallo.

Ore 12:30 Gli Ufficiali a cavalli lasciano lo schieramento con il battaglione sul presentat’arm e rimane il solo Aiutante Maggiore che s’incarica di far riportare le bandiere in chiesa. Quindi la Milizia esegue lo scioglimento delle truppe davanti al Municipio dove depositano le armi.

Ore 14:15 Adunata in Piazza Berta ove si ripetono gli stessi movimenti del mattino. Dopo la rivista degli Ufficiali a Cavallo la Milizia, con la Banda musicale, si reca al Santuario.

Ore 15:00 Si celebrano i Vespri durante i quali la Milizia e la Banda musicale entrano a baciare il Simulacro della Beata Vergine. E’ uno dei momenti più importanti in cui ogni miliziano entrando in armi nel Santuario bacia il Simulacro della sua Patrona e conferma in questo modo il voto dei suoi padri e la devozione a Maria, di cui la Milizia Tradizionale è Guardia d’Onore da quasi 400 anni.

Finita la cerimonia religiosa, la Milizia inginocchiata accoglie l’uscita del Simulacro della Beata Vergine della Neve dal Santuario, riceve la benedizione solenne e risponde con una fragorosa salve d’onore. La Banda musicale guidata dal Tamburo Maggiore della Milizia accompagna la processione che si appresta a tornare in paese, mentre la Milizia, attraverso la scorciatoia, si reca davanti alla Chiesa parrocchiale e si schiera sull’attenti per rendere gli onori militari al passaggio del Simulacro.

Ore 17:00 A questo punto avviene nella chiesa uno dei momenti più commoventi e suggestivi della giornata; un momento che i Banniesi attendono con grande devozione. Terminato il rito religioso, con il canto del Benedictus e del Tantum Ergo e della Benedizione Eucaristica, in una “nuvola” decorata in legno dorato calata dalla cupola, viene deposto il Simulacro della Beata Vergine della Neve che un apposito argano solleva verso l’alto mentre scendono lentamente fiocchi di petali bianchi simulando una nevicata. I Banniesi commossi intonano il canto Maria in questo giorno che solamente a Bannio e solo in quest’occasione si ascolta. Quando il simulacro si trova a metà del suo percorso di risalita, nella chiesa esplode un boato: la Milizia saluta la sua Celeste Padrona per l’ultima volta con un secco e potente “fuoco di parata”.

Ore 17:30 Terminati i riti religiosi, la Milizia si concede un breve “ fasc-arm” mentre si svolge “ l’incanto delle offerte”. La Milizia si dirige, sempre con il suo tradizionale passo marziale, in cima a piazza Mons. Cocchinetti per l’epilogo della giornata.

Ore 17:45 Schierati in formazione di esibizione con gli zappatori che bloccano il passaggio del pubblico e scortano il Monumento ai Caduti, con gli Ufficiali a Cavallo al centro della piazza, si eseguono dodici salve d’onore. La prima al comando del Colonnello, dedicata al Presidente della Repubblica; i soldati rimangono in posizione di “presentat’arm” mentre la Banda musicale esegue l’Inno di Mameli egli Ufficiali a Cavallo rende onore alla bandiera del battaglione. La terza è in onore dei Caduti di tutte le guerre, comandata dal Maggiore; la Banda musicale esegue l ‘Inno del Piave mentre gli Ufficiali a Cavallo si posizionano davanti al Monumento dei Caduti per gi onori solenni. Seguono le altre sparate in onore delle Autorità e delle Amministrazioni locali, dei soci e benefattori e di persone meritevoli che si distinguono nel mantenimento della tradizione. Nell’intervallo di ciascuna salve d’onore a turno la Banda e i pifferi e tamburi eseguono brani musicali e ritmi militari.

Ore 18:30 Eseguite le salve d’onore, gli Ufficiali a Cavallo lasciano la piazza, dopo l’ ultima rivista al battaglione che rimane al comando dell’ Aiutante Maggiore. E’ lui che porta lo schieramento davanti alla chiesa dove vengono depositate definitivamente le bandiere. Quindi la Milizia si avvia verso la Cassa Militare dove vengono depositate armi ed uniformi.

Ore 19:00 Il rancio: momento conviviale aperto a tutti coloro che hanno contribuito alla manifestazione. Si mangia, si canta e si suona in compagnia di soldati, autorità, musicanti, fabbricieri e organizzatori.